Un tempo il tennis era uno sport basato sulla tradizione e su rigidi principi. Uno sport in cui, sia per i giocatori sia per gli spettatori, il rispetto delle regole e di alcuni codici comportamentali (scritti e non scritti) rappresentava qualcosa di sacro. Era così fino a quando non è iniziato l’ultimo cambio generazionale, che di fatto ha portato radicali cambiamenti nel modo di vedere e vivere le competizioni.
Tradotto: sono sempre di più gli addetti ai lavori a ritenere che certe limitazioni rappresentino ormai il passato e che sia necessario portare il tennis ad un livello più alto di show e intrattenimento. Ad esempio, c’è chi vorrebbe un maggiore coinvolgimento dei tifosi o chi rivendica una maggiore libertà per i giocatori.
I pareri di Kyrgios, Tiafoe e Rune
Durante l’ultimo US Open ha fatto molto discutere l’esultanza di Ben Shelton dopo la vittoria ai quarti contro Frances Tiafoe, esultanza in cui il giovane americano ha mimato una telefonata per poi fare il segno di riattaccare. Nulla di grave, ma quanto basta per essere sommerso dalle critiche sui social.
In difesa del classe 2002 figlio d’arte, si è subito fiondato Darren Cahill, ex giocatore ed attuale coach di Jannik Sinner, che su Twitter ha definito Shelton come una boccata d’aria fresca per il tennis maschile. Un commento che ha trovato risconto nel pensiero di Nick Kyrgios. Quest’ultimo, infatti, ci ha tenuto a pubblicare un post in segno di approvazione per le parole dell’australiano e di conseguenza per la giovane stella statunitense.
Finally https://t.co/hQtW3RGOOG
— Nicholas Kyrgios (@NickKyrgios) September 18, 2023
Nella vita si sa: chi la fa la aspetti. Lo sa bene Shelton, che qualche giorno dopo ha dovuto incassare la stessa esultanza da parte di Novak Djokovic, vincitore della semifinale che li ha visti opposti col punteggio di 6-3, 6-2, 7-6. Anche in questo caso, Kyrgios ha avuto qualcosa da dire…
“E allora?!?!? Lo sport è intrattenimento. Non siamo robot. Si parlava più di festeggiamenti che di partite”, ha scritto l’australiano riprendendo un post pubblicato da Bryan Shelton – padre del giocatore americano – che si lamentava della presa in giro di Nole nei confronti del figlio.
SO WHAT?!?!? SPORT IS ENTERTAINMENT. WE AREN’T ROBOTS. MORE PEOPLE SPOKE ABOUT THE CELEBRATION THEN THE MATCH 😂 https://t.co/SIWS7WRb6O
— Nicholas Kyrgios (@NickKyrgios) September 15, 2023
Ma Kyrgios non è l’unico giocatore che vorrebbe più show nel mondo del tennis. Dalla sua parte c’è innanzitutto Frances Tiafoe, uno che di spettacolini se ne intende. “Penso che durante gli incontri i fan dovrebbero essere liberi di muoversi, di parlare, di andare e venire. Immaginate di andare ad una partita di basket e non poter dire una parola. Io scendo sempre in campo per gareggiare al massimo e col sorriso sulla faccia. Voglio portare il pubblico dentro il match e farlo sentire parte di questo pazzo viaggio che chiamiamo vita. E penso che gli spettatori gradiscano. Non lo faccio per attirarmi delle simpatie, ma perché sono fatto così. Chi viene a vedermi spende dei soldi che ha faticato a guadagnare, io mi limito a fare tutto ciò che può aiutarmi a vincere. Non c’è nulla di più eccitante dell’Arthur Ashe Stadium durante una sessione notturna. New York di notte, tutti ubriachi, un’atmosfera assolutamente pazza”, ha spiegato in una recente intervista a Forbes.
Concetti simili – seppure meno estremi – sono quelli di un altro grande esponente del tennis mondiale. Ci riferiamo ad Holger Rune, numero quattro della classifica Atp. “La gente viene a vedere del buon tennis, ma sicuramente non tutti i tornei sono Wimbledon. Penso che il tennis debba accettare anche i tifosi più giovani che magari fanno più rumore o non seguono le regole non scritte allo stesso modo della vecchia generazione. A qualcuno piace, a qualcuno non piace. È normale durante un cambiamento”, ha dichiarato il danese ai nostri microfoni qualche tempo fa. Fatte queste premesse, è arrivato il momento di trarre le conclusioni…
Stavolta, però, ci piacerebbe che le considerazioni finali arrivassero da voi lettori. La domanda è questa: il tennis farebbe meglio ad aprirsi allo show (come hanno fatto altri sport) o dovrebbe fare un passo indietro riabbracciando la linea della tradizione?
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