Il tennista spagnolo, apparso opaco e sprecone nelle ultime esibizioni, potrebbe prendere una decisione clamorosa: tifosi in ansia
‘Non c’è cosa peggiore del talento sprecato‘, recita un vecchio adagio, che non prende necessariamente origine dal mondo dello sport, che ben descrive la differenza tra ciò che un individuo avrebbe potuto raggiungere rispetto ai magari magri risultati che poi ha effettivamente ottenuto.

L’aforisma, per quanto validissimo in parecchie applicazioni del mondo sportivo, non si addice esattamente alla figura di Carlos Alcaraz, il giovane talento spagnolo che nel suo curriculum può vantare già 4 titoli dello Slam, tra cui 2 Wimbledon consecutivi, nonché il primato, raggiunto nel luglio del 2022, di più giovane tennista della storia ad esser diventato numero uno del mondo.
La considerazione, pacifica per tutti, tanto per gli addetti ai lavori quanto per i suoi critici, che la definizione di ‘talento sprecato’ non si addica ai risultati ottenuti in carriera non significa che il nativo di Murcia non abbia e non stia, almeno parzialmente, dilapidando una superiorità tecnica che alle volte appare imbarazzante per gli avversari.
Il problema di Carlos è però che spesso, soprattutto nei tornei Masters 1000 o 500, la luce si spegne. Improvvisamente. Prigioniero del colpo ad effetto a tutti i costi, competitivo sì, ma sovente troppo fumoso e poco concreto, l’iberico non sta dominando come il suo braccio comanderebbe. Soprattutto ora che Jannik Sinner è fermo al palo.
Alcaraz, svolta in arrivo? Le voci sulla separazione continuano
Eliminato ai quarti a Doha, solo semifinalista ad Indian Wells, dov’era chiamato a difendere il titolo vinto nel 2023 e nel 2024, fuori al primo turno a Miami. Questo il disastroso bilancio del numero tre del mondo nei tornei sul cemento lontano dall’Europa.

Compromessa oramai anche aritmeticamente la possibilità di sopravanzare in classifica il campione azzurro prima che lo stesso rientri in campo il 7 maggio a Roma, lo spagnolo fa i conti anche con una ‘crisi interna’.
Già assente sia nel pur vittorioso torneo di Rotterdam di febbraio, nonché a quello già citato in Qatar, Juan Carlos Ferrero – coach, e forse anche di più, di Alcaraz – non sarà al fianco del suo protetto nemmeno al Masters 1000 di Monte Carlo, dove il campione è atteso ad un pronto riscatto.
Le voci su un’imminente rottura del binomio giocatore-allenatore circolano già da settimane nell’ambiente, nonostante le smentite di rito. “Sapevo già di dover stare con qualcuno di diverso da Juan Carlos, qualcuno che lo aiutasse a volte durante i viaggi o nel dividersi i tornei. Samuel (Lopez, ex coach di Pablo Carreño Busta e dello stesso Ferrero, ndr) è una persona di cui mi fido al 100%. Lui è davvero un ottimo coach, lo è stato di Juan Carlos quando giocava e sarà un ottimo coach anche per me“, ha dichiarato forse un po’ troppo sbrigativamente Alcaraz, che di fatto non ha però mai smentito ipotetiche frizioni col suo mentore…
Nuova bomba sganciata su Alcaraz: “Una cosa pazzesca”