Anche Alexander Zverev ha detto la sua sul caso del momento e l’ha fatto senza giri di parole: ecco come stanno le cose secondo il tedesco
Il Masters 1000 di Miami va avanti regalandoci partite spettacolari e numerosi spunti d’interesse, ma l’attenzione di appassionati ed addetti ai lavori non è rivolta soltanto alle vicende di campo. Da qualche giorno a questa parte, infatti, a tenere banco c’è il duro attacco della PTPA – Professional Tennis Players Association – nei confronti delle principali istituzioni del mondo della racchetta.

Come noto, il sindacato dei giocatori – fondato da Novak Djokovic e Vasek Pospisil – si è scagliato contro ATP, WTA, ITF e ITIA intentando contro di essi una causa legale. I dodici firmatari dell’accusa sostengono che tali organizzazioni “abusano, mettono a tacere e sfruttano sistematicamente i giocatori per ottenere profitti personali attraverso il controllo monopolistico”.
Chiaramente, dopo il comunicato ufficiale emanato dalla PTPA si è alzato un enorme polverone e molti tennisti sono stati chiamati ad esprimersi in merito. Tra questi c’è anche Alexander Zverev, il quale ha manifestato il suo punto di vista proprio durante una delle conferenze stampa tenutesi in Florida.
La PTPA e il duro attacco alle istituzioni del tennis: il parere di Alexander Zverev
“È ancora troppo presto per dire cosa penso di tutto questo. Sinceramente penso ci siano delle valide ragioni nel documento proposto dalla PTPA, ma credo che i giocatori e i diversi Tour dovrebbero unirsi e non combattere gli uni contro gli altri“, ha affermato Sascha, mostrando subito grande equilibrio ma anche prendendo le distanze dalla feroce azione mossa da alcuni suoi colleghi.
Il tedesco ha poi ribadito il concetto nel prosieguo della sua analisi: “Non so qual è il loro obiettivo principale, non so cosa vogliono ottenere da tutto questo, ma credo davvero nell’ATP e in un Tour sano. Apportare miglioramenti costa tanti soldi probabilmente, ma l’intero percorso fatto non può essere buttato via”.

“Non entrerò nei dettagli, ma credo esistano cose che i Tour potrebbero fare meglio. Questo è il motivo per cui sono nel Consiglio dei giocatori, per cercare di cambiare le cose. ATP e WTA devono ascoltare le opinioni dei tennisti, che sono la linfa vitale. È un peccato si siano allontanati. Spero di aiutare l’ATP a fare le cose in maniera migliore. Nasce per proteggere i giocatori, ma ora il tennis è un business”, ci ha tenuto a sottolineare Zverev.
Secondo l’attuale numero due al mondo, uno degli aspetti principali che necessitano di attenzione è quello del calendario estremamente fitto di impegni. “Da una parte ci sono i giocatori e dall’altra i tornei. Tra tutti i problemi, uno riguarda sicuramente la programmazione. Negli ultimi 15-20, i tornei sono diventati più importanti dei tennisti. La salute dei giocatori deve venire prima di ogni cosa”, ha concluso il nativo di Amburgo.
E in effetti si gioco molto, probabilmente troppo, e ciò rappresenta un tema che prima o poi andrà affrontato. La speranza, tuttavia, è che questo processo – così come quelli relativi ad altri problemi – possa essere affrontato nel modo più equilibrato (e senza doppi fini) per il nostro amato sport.