Il tennista piemontese, in difficoltà negli ultimi tornei, ha svelato l’umore nel circuito dopo il caso che ha coinvolto Sinner
Forse sarebbe stato lecito attendersi di più. Forse, dopo aver brillantemente raggiunto i quarti di finale agli Australian Open – un risultato che gli consentì di fare un grande balzo in classifica, tornando tra i primi 40 del mondo – Lorenzo Sonego avrebbe dovuto cavalcare il momento. L’onda favorevole.

Non che non ci abbia provato, il sempre generoso 29enne torinese ma, complici anche dei sorteggi non esattamente fortunati nelle competizioni successive all’Happy Slam di inizio anno, il cammino è stato sostanzialmente deludente.
Mai oltre i quarti di finale – raggiunti peraltro a Marsiglia, nel meno prestigioso dei cinque tornei a cui ha partecipato dopo Melbourne – dal Major in poi, Sonego ha spesso battagliato energicamente coi suoi avversari, riuscendo raramente a prevalere. Nella kermesse della Florida in corso di svolgimento, ad esempio, l’azzurro, dopo aver battuto al primo turno l’argentino Mariano Navone con un doppio 7-5, ha dato filo da torcere al padrone di casa Taylor Fritz. Cedendo però alla fine in due soli parziali, pur persi onorevolmente.
Proprio alla vigilia di Miami, Sonego aveva in qualche modo sdoganato un pensiero che probabilmente, al di là delle dichiarazioni di rito, è abbastanza condiviso nel circuito: con l’assenza di Sinner, che avrebbe presumibilmente fatto la parte del leone sul cemento, tutto può succedere. Un assunto ben esemplificato ad esempio dalle clamorose e premature eliminazioni di big come Carlos Alcaraz, Andrey Rublev, Stefanos Tsitsipas e lo stesso Jack Draper, fresco vincitore ad Indian Wells.
Sonego, arriva l’ammissione: “Abbiamo tutti paura”
Sempre a proposito del suo amico fuoriclasse nonché numero uno del mondo, il tennista torinese ha parlato dell’aria che si respira tra i colleghi dopo quanto accaduto a Jannik per la nota vicenda Clostebol.

Tralasciando in questa fase tutti coloro che magari pensano – senza dirlo – che la punizione avrebbe potuto essere più severa o più lieve, Sonego ha rivelato come ci sia un certo timore che la mannaia del doping involontario, e della mancata chiarezza sulle procedure e le conseguenze di un’eventuale positività, possa calare su altri giocatori.
“Adesso posso dire che l’argomento Sinner non si stia affrontando più di tanto. Ovviamente c’è però la paura che possa succedere la stessa cosa ad uno di noi, e che quindi questo possa penalizzarci. In ogni caso con Con Jannik ci siamo sentiti perché ho cercato di stargli vicino quando è successa la sospensione”, ha ammesso candidamente uno dei grandi protagonisti della vittoria in Coppa Davis nel 2023.