Nuovo colpo di scena nella vicenda dell’accordo tra Jannik Sinner e la Wada sui tre mesi di squalifica dell’altoatesino per il caso ‘Clostebol’: “Così non si può”
Chi pensava che l’accordo tra Jannik Sinner e la WADA – “per la risoluzione del caso del tennista italiano che ha accettato un periodo di tre mesi di inammissibilità per una violazione della regola del doping che lo ha portato a un test positivo per il clostebol, una sostanza vietata, nel marzo 2024” – ponesse fine alle polemiche si sbagliava di grosso.

Non c’è giorno, infatti, che passi senza che un tennista, in attività o no, prenda posizione contro il predetto accordo. Al solito Nick Kyrgios, che ha preso di mira il 23enne altoatesino sin dall’ufficializzazione della sua positività, si sono aggiunti Kafelnikov e Stan Wawrinka che senza mezzi termini in un post sui suoi canali social ha intonato il de profundis per lo sport pulito.
Ma non è tutto. Al coro di commenti al vetriolo si è unita la voce di un insospettabile addetto ai lavori che, come si suol dire, non l’ha toccata piano, anzi tutt’altro, visto che, a suo dire, “così non si può“.
“Sono contro la sanzione. Conosco Sinner, non lo avrebbe mai fatto volontariamente e non si può trattare così una persona per un errore casuale. Bisogna punire chi intenzionalmente fa queste cose col fine di trarne beneficio e non è il caso di Sinner“, le parole di Toni Nadal che sono musica per le orecchie del numero 1 del tennis mondiale e dei suoi tifosi.

Non solo. Lo zio di Rafa Nadal si è detto sorpreso da quei tennisti che si sono scagliati contro Sinner oltre a prendere le distanze da chi ha adombrato il sospetto di un trattamento di favore di cui avrebbe goduto il numero 1 del ranking Atp.
“È vero, come dice qualcuno, che ad altri che non erano i numeri uno sono state applicate delle sanzioni, ma può darsi che quanto fatto in precedenza fosse sbagliato. Quel che mi sorprende è che molti giocatori si siano schierati contro di lui, alcuni anche di alto livello e persino qualcuno che non è molto pulito”, la precisazione con tanto di velenosa stoccata finale di Toni Nadal.