Non sapete quale racchetta da tennis scegliere? Ecco alcuni preziosi consigli per aiutarvi a non ‘steccare’
I successi di Jannik Sinner hanno fatto innamorare del tennis tutti gli sportivi italiani. Un amore che non si limita ad ammirare le gesta del campione altoatesino visto che sempre più i nostri connazionali che si cimentano su un campo da tennis tentando di emularlo.

Dato che non abbiamo lo stesso talento che Madre Natura ha donato al numero 1 del ranking Atp, per scongiurare il rischio di un remake del popolarissimo scambio tra il rag. Fantozzi e il collega Filini, è opportuno saper scegliere l’attrezzo giusto, cioè la racchetta che garantisce il miglior mix tra potenza, controllo e maneggevolezza.
Continuate, quindi, a leggere e così scoprirete quali caratteristiche tecniche influiscono sulla potenza, il controllo e la manovrabilità della racchetta da tennis evitando così di fare la scelta sbagliata.
Racchetta da tennis, la caratteristiche tecniche da valutare
Innanzitutto, la potenza di una racchetta dipende dalla superficie del suo ovale, espressa in pollici quadrati o in centimetri quadrati. Una zona di impatto ampia, infatti, produce più potenza rispetto a una più piccola. Oltretutto, di norma un piatto corde grande offre un maggiore “sweetspot”, zona di impatto utile, riducendo così il rischio di colpi decentrati.
Tuttavia, l’aspetto da prendere in considerazione in via prioritaria è il peso. Una racchetta leggera produce molta potenza ma poco controllo, al contrario una racchetta pesante offre molto controllo ma meno potenza. Motivo per il quale i tennisti alle prime armi prediligono una racchetta piuttosto leggera mentre un professionista alla ricerca del massimo controllo preferisce un telaio più pesante.

Per avere un’indicazione su come è distribuito il peso lungo la racchetta fondamentale è il balance point, la distanza, espressa in mm, fra la base del manico della racchetta e il suo punto di equilibrio, che in una racchetta standard è intorno ai 320 mm. Occhio: una racchetta con bilanciamento alto, cioè verso la testa, garantisce una maggiore spinta ma minore controllo, viceversa un bilanciamento basso.