Il tennista russo, in piena crisi di gioco e di risultati, ha detto la sua sul caso Clostebol che ha coinvolto il rivale: parole inaspettate
Chi lo conosce bene, sa che si sarebbe espresso in questo modo in ogni caso. Chi ha imparato a conoscerne vizi e virtù, giura che non c’entra nulla il difficilissimo momento agonistico vissuto dal tennista, in piena involuzione su qualunque superficie si giochi. A qualsiasi latitudine e contro avversari di gran lunga inferiori a lui sia nel ranking che come talento.

Sta di fatto che le parole di Daniil Medvedev sul patteggiamento per il caso Clostebol che ha visto protagonista Jannik Sinner, hanno lasciato il segno. Il moscovita, reduce dal fresco ritiro nel torneo ATP 500 di Doha, può vantare un passato da bestia nera del campione altotaesino. Nei primi sei confronti tra i due infatti, il russo aveva sempre avuto la meglio, fino al torneo di Pechino del 2023: quello che ha spezzato la maledizione a favore del futuro numero uno del mondo.
Da quel torneo in Cina infatti, i ruoli si sono rovesciati del tutto. Jannik ha vinto otto degli ultimi nove incontri, capitolando solo nel match di quarti di finale di Wimbledon, dove però aveva accusato degli evidenti problemi fisici legati allo stress della stessa sentenza di primo grado (quella in cui fu giudicato da un tribunale indipendente dell’ITIA) che stava attendendo da aprile.
Insomma, Medvedev ha sviluppato un complesso nei confronti del campione di Sesto Pusteria confermato con rammarico anche dal coach del tennista, il francese Gilles Cervara. Che sia questo in realtà alla base dell’ultima esternazione del vincitore degli Us Open 2021 nei confronti del fuoriclasse azzurro? I maliziosi sostengono di sì.
Medvedev sarcastico sul caso Clostebol: Sinner al tappeto
Nelle parole del moscovita sulla notizia del patteggiamento di Sinner con la WADA non è difficile scovare una nota polemica non tanto diretta al rivale, quanto alle procedure utilizzate per giudicarlo. E alla presunta mancata uniformità riscontrata in casi simili sottoposti alla stessa agenzia mondiale antdoping.

“Spero che da ora in poi tutti potranno discutere con la WADA e difendersi come Jannik“, ha esordito Medvedev nell’intervista riportata dal quotidiano ‘Libero‘. “Se la Wada ti dice: ‘È una sospensione di due anni’, tu rispondi: ‘No, voglio un mese’. Spero che questo crei un precedente“, ha proseguito il russo.
“È un argomento su cui si potrebbe discutere per ore, è un argomento politico, per cui tutti hanno un opinione. Non voglio dire molto al riguardo, ma spero che nelle prossime occasioni possa succedere lo stesso. E che magari la WADA possa cominciare una trattativa con i giocatori, così che se loro ti vogliono dare due anni di squalifica, tu puoi rispondere che vorresti soltanto un mese, spero che tutti possano avere lo stesso trattamento, e che questo caso di Sinner rappresenti un precedente. Altrimenti rischia di diventare una situazione strana. Quindi spero che tutti si possano difendere al meglio“, ha concluso spiegando meglio il concetto.