Squalifica Sinner, terribile notizia per i tifosi: cosa succede

La spada di Damocle della squalifica pende sulla testa di Jannik Sinner: l’ultima notizia ha lasciato senza parole i suoi numerosissimi tifosi. Cosa può succedere ad aprile

Il numero uno del tennis mondiale convive da un anno quasi con questa difficilissima situazione e dovrà aspettare ancora due mesi e mezzo prima di poter scrivere la parola fine su questa storia. Il ricorso della WADA verrà discusso al TAS il prossimo 16-17 aprile.

Jannik Sinner mentre colpisce la pallina
Squalifica Sinner, terribile notizia per i tifosi: cosa succede (TennisFever – ANSA)

 

Fuoriclasse non lo si diventa solamente con la qualità tecnica e l’applicazione fisica, ma anche e soprattutto con una forza mentale senza eguali. Se bisogna individuare la qualità migliore di Jannik Sinner, probabilmente verrebbe da dire proprio quest’ultima, ovvero la capacita di concentrazione e di estraniarsi da tutto quello che lo circonda. Focus 100% sulle meta e sull’obiettivo, costi quel che costi, senza distrazioni. L’Australian Open, il secondo della carriera, è il secondo Slam che il nostro portacolori si aggiudica con la spada di Damocle della sentenza del TAS che ancora deve arrivare. Già a New York Jannik era sicuro di dover ancora attendere prima di scrivere la parola fine a questa storia e ora sa anche la data: il 16 e il 17 aprile.

In quei due giorni, il Tribunale Arbitrale dello Sport di Losanna emetterà il verdetto sul ricorso della WADA per il caso Clostebol. Era marzo del 2024 quando ad Indian Wells Sinner fu trovato positivo per due volte alla sostanza proibita. La storia la conosciamo alla perfezione, con la pomata e la leggerezza del fisioterapista, quello che ancora non si sa, invece, è il finale.

Tutti sulle spine per Jannik Sinner: cosa può succedere ad aprile

Andando a vedere quello che potrebbe essere questo epilogo legale ci si può basare su quelli che sono dati statistici. Ad esempio la WADA negli ultimi cinque anni a Losanna ha vinto nove dei dieci appelli presentati nei confronti di federazioni nazionali e internazionali e agenzie antidoping nazionali, finite sotto la lente di ingrandimento per pene “poco severe” ai loro atleti.

Jannik Sinner cammina in campo
Tutti sulle spine per Jannik Sinner: cosa può succedere ad aprile (TennisFever – ANSA)

 

Questo sostanzialmente pone l’Agenzia Antidoping Mondiale in vantaggio rispetto alla controparte per il verdetto di aprile. Volendo analizzare però l’unico caso dei dieci in cui la WADA non ha avuto ragione si può trovare uno spiraglio anche per Sinner. Si tratta di un ricorso del 2020 nei confronti della Swimming Australia, ovvero la federazione del nuoto downunder, che aveva trattato il caso della nuotatrice Shayna Jack, trovata positiva al Ligandrol. La squalifica era stata ridotta dai quattro anni del primo grado ai due del secondo, considerando l’assunzione “non intenzionale“.

Il TAS respinse per la prima e unica volta l’appello della WADA adducendo come spiegazione che: “Non si saprà mai come l’atleta sia entrata in contatto con la sostanza proibita, ma l’ipotesi che lo abbia fatto innocentemente sembra tutto sommato più probabile rispetto al fatto che intendesse assumere questa sostanza”. Insomma un caso che potrebbe ricordare da vicino quello di Sinner, che può aggrapparsi a questa speranza per evitare la squalifica.

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