Oggi vogliamo elencarvi quelli che per noi sono stati i sette giocatori in risposta migliori della storia del tennis mondiale. Non si tratta di una classifica, quella potete dircela direttamente voi nei commenti qui sotto.
Lo svizzero ha deciso di dire basta lo scorso settembre al termine della Laver Cup. Troppo spesso, fa strano dirlo, si è sottovalutato un suo colpo: la risposta. Il motivo è da ritrovare, ovviamente, nella scarsa percentuale di palle break sfruttate nel corso della sua lunga carriera. Se torniamo indietro alle prime fasi, tra il 2004 e il 2008, possiamo notare come lo svizzero abbia vinto il 70% del totale dei giochi disputati (tra servizio e risposta). Un dato incredibile.
Siamo tutti in attesa di tornare a vedere in campo lo spagnolo dopo l’infortunio patito nell’ultima edizione dell’Australian Open (sconfitto da MacKenzie McDonald). Intanto, però, continuiamo a goderci i suoi record, come quello del 2009. In quella stagione, il 22 volte campione slam ha strappato il servizio al proprio avversario più volte di qualsiasi altro giocatore nella storia in una singola stagione.
Con tutta probabilità il miglior giocatore in risposta della storia. Una tecnica affinata con gli anni, che gli ha permesso nell’edizione 2019 di Wimbledon di breakkare il proprio avversario in quasi il 50% delle volte che si è apprestato a rispondere. Un dato che non poteva che consegnarli il titolo.
L’ultimo dei Fab4 ha incentrato la propria carriera sul ritmo dato alle partite. Un ritmo che, perlappunto, inizia dalla risposta. Un’abilità innata nel leggere il servizio degli avversari, un ottimo lavoro di piedi e una predisposizione ad iniziare lo scambio in qualsiasi tipo di situazione lo si ponga di fronte.
Troppo spesso ricordato solamente per il suo gioco offensivo, l’altra caratteristica dell’americano per rimanere al top per così tanti anni è stata la risposta. La capacità di leggere le traiettorie degli avversari, nonostante gli angoli o la potenza, gli ha permesso di togliersi enormi soddisfazioni negli anni di professionismo.
Il rivale per antonomasia di Sampras, una carriera a rincorrersi e a darsi continui spunti per migliorarsi. Sicuramente una delle risposte migliori di sempre con il rovescio, il colpo che l’ha reso grande. D’altronde, un bambino cresciuto nel deserto a colpire un milione di palline l’anno lanciate dallo spara palle non poteva non comparire in questa lista.
L’uomo di ghiaccio impenetrabile. Tanto nella personalità, quanto nella strenua difesa del campo. I segreti? L’eccezionale abilità nel leggere le traiettorie degli avversari e i riflessi disumani. Un solo esempio: finale del Roland Garros 1977. Guillermo Vilas va a servire 12 volte e viene breakkato in 11 occasioni.
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